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Unimpresa Eventi: Salvo Peci, ci diano regole certe per ripartire

Ci sono attività che possono riaprire dall’oggi al domani, ce ne sono altre per le quali occorre fare previsioni a lungo termine per poter funzionare, come nel settore fieristico e dell’organizzazione eventi.

Salvo Peci di Unimpresa – Assoesercenti, settore eventi, titolare dell’azienda Amazing srl, si occupa da sempre di allestire con grande dinamismo fiere, congressi, spettacoli, grandi eventi, mostre e tutto ciò che richiama il grande pubblico.

Naturalmente, a seguito della diffusione del Covid 19, per molti versi Peci ha dovuto bloccare del tutto questa attività, anche se si può definire uno dei pochi che, nonostante divieti e restrizioni imposti dai vari DPCM resta ancora in piedi, anche perché dai “Ristori” qualche aiuto al suo settore è arrivato.

«É stato un anno difficile – racconta Peci – perché le attività legate a congressi, eventi e ciò che ci riguarda sono state bloccate. Abbiamo avuto una boccata di ossigeno dopo il primo lockdown, considerando che nel mese di luglio 2020 sono riuscito ad organizzare un evento su ambiente ed energia qui a Catania raggiungendo un primato, visto che la nostra è stata la prima fiera ad aprire in tutta Europa. Speravamo di lanciare un segnale importante per organizzatori sia locali che nazionali, ma sono stati in pochi a cogliere questa opportunità. Poi, da ottobre circa, tutto si è bloccato nuovamente con l’innalzarsi dei contagi per l’epidemia, da allora non abbiamo avuto più alcuna speranza per il settore. Ancora oggi, ad esempio, sto lavorando sulla carta per un evento a giugno, con la consapevolezza che può cambiare qualcosa, ma in realtà non vi è un decreto che annuncia ufficialmente la riapertura delle attività fieristiche e congressuali. Quindi posso dire che siamo in una fase di stallo, aiuti non ne abbiamo avuti più dopo i Ristori. La situazione è drastica perché ciò che a noi manca è la certezza del futuro: vogliamo sapere quando possiamo tornare ad organizzare le nostre attività, così in funzione di questo possiamo organizzarci».

Le grandi fiere si pianificano con almeno due anni di anticipo, le fiere nazionali almeno un anno prima e le fiere regionali, volendo, possono essere allestite anche lavorandoci su dai sei agli otto mesi. Quindi, in questo contesto tutto diventa complicato se non vi è una programmazione certa. «Da ottobre non mi sono mai fermato per questo evento che faremo a giugno – aggiunge Peci – nella speranza che tutto riparta, ma se la situazione resta bloccata, con uno stallo per il settore, ci sarà una notevole perdita economica perché nel contempo, abbiamo pagato affitti, personale, energia e risorse».

Si attende a giorni un nuovo DPCM a firma del neo governo Draghi, il settore si appella ad una giusta e definitiva programmazione per la riapertura degli eventi: «Sarebbe opportuno che fossimo aiutati con degli sgravi fiscali o delle agevolazioni, ad esempio, per l’affitto delle strutture, ma comunque, a parte ciò, il settore chiede di poter tornare a lavorare e di rimettersi in campo, eventualmente anche senza aiuti, ma con una certezza sulla programmazione futura, date stabilite e regole fisse senza limitazioni aggiunte successivamente, sui mq da poter utilizzare o sulla capienza di pubblico consentita. Ci diano le regole – conclude Salvo Peci -, non troppo restrittive, in quanto non avrebbe senso riaprire, e noi ci adegueremo, basta che ci consentano di lavorare e portare a casa risultati».

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