Intervista al Vicepresidente di Unimpresa Salvo Politino sulle motivazioni per le quali le garanzie non sono una panacea per le imprese a caccia di liquidità

Perché le garanzie non sono una panacea per le imprese a caccia di liquidità

Non si può pensare di aiutare solo le imprese che hanno sotto il profilo bancario parametri positivi, dimenticando gli imprenditori che già risentivano della crisi prima del Covid-19. L’intervento di Salvo Politino, vicepresidente Unimpresa

Nonostante lo sforzo di tentativi di aiuti alle imprese, in presenza di una crisi senza precedenti, le misure continuano a essere inefficaci e soprattutto caratterizzate da un processo burocratico inaccettabile e penalizzante per il sistema imprenditoriale italiano.

Sulle operazioni di prolungamento della durata di garanzia per le imprese in difficoltà, presentate antecedentemente all’entrata in vigore del decreto-legge Cura Italia, la banca provvede alla segnalazione dell’evento di rischio. Si tratta di una segnalazione che viene evidenziata nella procedura di accesso al Fondo di Garanzia del Mediocredito centrale con la dicitura: «L’impresa non risulta ammissibile alla garanzia su nuove operazioni finanziarie ai sensi della parte II par. B.1.4 lettera F delle vigenti disposizioni operative».

Ne consegue che l’impresa che ha avuto il prolungamento della durata della garanzia del Mediocredito Centrale antecedente al Covid-19, non potrà più accedere alla garanzia pubblica non solo su nuove operazioni, ma anche per il rinnovo di operazioni in scadenza già garantite da Mcc.

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